Memoria di un agente AI: cosa ricorda e dove
Quello che l’agente ricorda tra una sessione e l’altra: clienti, decisioni, preferenze.
Si dice anche: AI memory, memoria persistente, memoria a lungo termine, finestra di contesto.
La memoria di un agente AI è l’insieme delle informazioni che conserva tra una sessione di lavoro e l’altra: chi è un cliente, cosa gli è stato detto, quali decisioni sono state prese, quali preferenze ha espresso. Un modello linguistico da solo non ricorda niente: ogni richiesta parte da zero. La memoria è quindi un componente che si progetta, con regole precise su cosa salvare, dove e per quanto tempo.
Come funziona
Si distinguono due tipi di memoria.
Memoria di lavoro. È la finestra di contesto: tutto quello che il modello vede in una singola richiesta, cioè istruzioni, conversazione in corso, documenti recuperati. È ampia ma temporanea. Finita la sessione, sparisce.
Memoria persistente. Sono le informazioni salvate in un archivio, come un database, le note del CRM o lo storico di una pratica, e riproposte all’agente quando servono. Il meccanismo è simile alla RAG: prima di agire, l’agente recupera ciò che sa di quel cliente o di quella pratica.
Prendi Dario, il recupero crediti. Se un cliente risponde “pago venerdì”, Dario registra la promessa e la data, e venerdì verifica se il pagamento è arrivato. Sa anche se quel cliente è storico e in ritardo di pochi giorni o recidivo, e sceglie il tono del sollecito di conseguenza. Senza memoria, ogni sollecito sarebbe il primo.
Allo stesso modo Ada, l’assistente commerciale, salva nel CRM le note di ogni conversazione, così il brief che ti prepara prima di una chiamata contiene la storia del contatto.
Perché conta per un’azienda
La memoria rende un agente utile nel tempo, ma è anche un archivio di dati, spesso personali. Valgono quindi i principi del GDPR (art. 5): conservare solo ciò che serve, per il tempo necessario, con la possibilità di correggere o cancellare. Per i dettagli sul tuo caso senti il tuo DPO o consulente.
Chiedi al fornitore:
- cosa ricorda l’agente e dove lo salva;
- se puoi leggere, correggere e cancellare quello che ricorda;
- se la memoria sta nei tuoi sistemi o in quelli del fornitore.
La scelta più trasparente è che la memoria stia dove lavori già: nel CRM, nel gestionale, nello storico dei ticket. Così resta tua anche se un giorno cambi fornitore. Su Agentity i dati restano nei tuoi sistemi e, se interrompi il contratto, ti viene restituito tutto quello che è tuo.
Domande frequenti
- Un agente AI si ricorda delle conversazioni passate?
- Solo se è stato progettato per farlo. Un modello linguistico, da solo, non conserva niente tra una richiesta e l’altra. La memoria è un componente aggiunto: le informazioni utili vengono salvate in un archivio e riproposte all’agente quando servono.
- Cos’è la finestra di contesto?
- È la quantità di testo che un modello linguistico può considerare in una singola richiesta: istruzioni, conversazione, documenti. Funziona come una memoria di lavoro a breve termine. Quando la sessione finisce, ciò che non è stato salvato altrove si perde.
- Dove finiscono i dati che l’agente ricorda?
- Dipende dal fornitore, ed è una domanda da fare sempre. La soluzione più trasparente è che la memoria stia nei tuoi sistemi, per esempio nelle note del CRM o nello storico del gestionale, così resta consultabile e cancellabile. Su Agentity i dati restano nei tuoi sistemi, con server in Unione Europea e un DPA nel contratto.
Dove lo trovi negli agenti Agentity
Receptionist WhatsApp
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Recupero crediti
Sollecita i pagamenti con il tono giusto per ogni cliente, senza dimenticarne uno.
Assistente commerciale
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