Tool use: come un agente AI usa i tuoi strumenti
La capacità dell’agente di usare strumenti esterni: leggere una email, scrivere nel CRM, cercare in un database.
Si dice anche: function calling, tool calling, uso di strumenti, chiamata di funzioni.
Il tool use (uso di strumenti) è la capacità di un modello linguistico di chiedere l’esecuzione di un’azione esterna: cercare un ordine, leggere un’email, creare un contatto nel CRM, fissare un appuntamento. È ciò che trasforma un modello che risponde in un agente che fa. Senza tool use, un LLM può solo produrre testo.
Come funziona
Il meccanismo ha quattro passaggi.
- Al modello viene data la lista degli strumenti disponibili, ciascuno con un nome, una descrizione e i parametri richiesti.
- Quando riceve una richiesta, il modello decide se serve uno strumento e quale, e prepara i parametri.
- Il software dell’agente esegue la chiamata con le proprie credenziali e restituisce il risultato al modello.
- Il modello legge il risultato e decide il passo successivo: un’altra chiamata o la risposta finale.
Prendi Mia, l’assistente e-commerce. Un cliente scrive “dov’è il mio ordine?”. Mia usa uno strumento per cercare l’ordine nello shop, un secondo per leggere il tracking del corriere, e risponde con i dati reali. Se il cliente vuole fare un reso, verifica le condizioni e genera l’etichetta. Il rimborso però non è tra le azioni che esegue da sola: lo approvi tu.
Perché conta per un’azienda
Il tool use è il punto in cui l’AI tocca i tuoi dati. È quindi il punto in cui si decide la sicurezza. Tre principi valgono con qualsiasi fornitore:
- Accessi minimi: l’agente ha solo i permessi che gli servono. Un agente che legge le fatture non deve poterle cancellare.
- Credenziali dedicate e revocabili: ogni agente ha le sue, così puoi toglierle in un click senza toccare quelle del tuo team.
- Registro delle azioni: ogni chiamata finisce in un audit log, con cosa è stato fatto, quando e con quale esito.
Le azioni con effetti importanti, come inviare un’offerta, emettere un rimborso o cancellare un dato, vanno protette con guardrail e approvazione di una persona.
Chiedi sempre al fornitore l’elenco esatto degli strumenti e dei permessi di ogni agente, e in quali casi un’azione aspetta il tuo ok. Su Agentity questo elenco è scritto nel contratto, alla voce “strumenti e accessi”.
Tool use e MCP
Ogni strumento va collegato all’agente: con un’API, con un connettore pronto o con uno standard come MCP, che definisce un modo comune per esporre strumenti e dati ai modelli. Più il collegamento è standard, meno lavoro su misura serve. Gli strumenti già collegabili agli agenti Agentity sono nella pagina connettori.
Domande frequenti
- Tool use e function calling sono la stessa cosa?
- In pratica sì. “Function calling” è il nome usato da alcuni fornitori di modelli, “tool use” o “tool calling” da altri. Indicano la stessa capacità: il modello sceglie uno strumento tra quelli disponibili e prepara i parametri per usarlo, poi l’applicazione lo esegue.
- Il modello esegue direttamente le azioni nei miei sistemi?
- No. Il modello produce una richiesta strutturata, per esempio “cerca l’ordine 1234”, e il software dell’agente la esegue con le credenziali e i permessi che gli hai concesso. È in quel passaggio che si applicano i controlli: permessi minimi, soglie, approvazioni.
- Quali strumenti può usare un agente AI?
- Quelli che offrono un modo per essere collegati: email, calendario, CRM, gestionale, e-commerce, cartelle di documenti, database. Il collegamento avviene tramite API, connettori pronti o standard come MCP. Un agente usa solo gli strumenti che gli vengono assegnati in modo esplicito.
Dove lo trovi negli agenti Agentity
Assistente commerciale
Qualifica i contatti in arrivo, aggiorna il CRM e ti prepara le chiamate.
Addetto acquisti
Controlla le scorte, prepara gli ordini ai fornitori e confronta le conferme.
Assistente e-commerce
Ordini, resi e spedizioni gestiti con i dati veri dello shop e del corriere.